
Luffarelli Maria Grazia
"Calle Danzanti"
DURA & CALDA PASSIONE
...lunghissimi 10 minuti...
L'auto bianca si avvicina piano... Ora è ferma! Apro lo portiera in modo veloce e altrettanto velocemente la chiudo alle mie spalle. Una luce appena aranciata ci illumina il viso. Musica lieve ci fa compagnia. Quel profumo lo sognavo già da diversi mesi.
Il tuo sguardo, quegli occhi profondi, viso stanco, dura e folta barba scusa...
Quelle mani calde e veloci sotto la mia sottile maglietta... Morbide, lucide e calde labbra. Fissi un mio bacio sulle tue labbra. Gli occhi socchiusi e la voglia di lasciarsi trasportare completamente dalla passione.... Io ti desideravo e ti desidero e tu lo sai.
Non riesco a tenere lontane le mie mani dal tuo corpo...
Non mi basta ciò che ho avuto da te... ora voglio di più. Voglio sentirti mio, totalmente mio. Abbiamo aspettato tantissimi mesi ed ora dobbiamo appartenerci.
Abbiamo solamente 10 minuti per stare insieme... folla, musica e vino rosso mi aspettano di nuovo. Avrei pagato oro per averti completamente.
Devo contenermi e soffrire in silenzio, aspettando il momento di avere il tuo corpo (come nei nostri sogni).
...Buia & Insonne...
Io... un letto... la luce fioca di un lampione sulla piazza... silenzio... lieve tepore.
Non riesco a dormire, i miei occhi non vogliono chiudersi...
Una morsa allo stomaco e tanti dubbi.
Non trovo una soluzione e continuo a riflettere, a pensare, a star male, a fissare il soffitto. C'è qualcosa che non va, qualcosa che inevitabilmente mi porta a commettere sempre gli stessi errori. Non sono sbagliati gli uomini che scelgo e che mi scelgono, sono io che spesso non vado bene, che fuggo o che mi faccio troppe illusioni...
Ora anche "Genova" non c'è più. Non sto affatto male, anche se penso di essermi fatta sfuggire una persona splendida! Ma i rapporti fra uomo e donna sono così, iniziano con facilità e con altrettanta facilità finiscono...
Piu' continuo a frequentare ed infatuarmi di "finti" uomini e piu' capisco di essere una donna un pò superficiale, poco fedele e troppo pretenziosa.

.....UN ALTRO ANCORA.....
Acqua fredda bagna il mio viso. Occhi brillanti pian piano cominciano ad apparire. Freddo... un brivido percorre il mio corpo. La triste sveglia sul mobile della sala segna le 7:30. E' ora di prepararsi.
Il caffè in cucina emana un buon profumo. La finestra è ancora chiusa, non so ancora cosa mi aspetta appena metterò piede fuori dalla porta.
Solito problema, apro l'armadio e... "cosa metto oggi?". La voglia di prepararmi e di uscire è davvero poca, ma un'altra lunga giornata lavorativa mi aspetta. Oggi...verde!
Afferro quel maglioncino... quanti ricordi, quante sensazioni, quante emozioni. Un paio di jeans potrebbero andare bene oggi. Devo fare in fretta, la sveglia segna le 8:00.
Mi specchio... Ho bisogno di essere bella, o almeno di sentirmi tale. Il pennello e la terra è quello che ci vuole. Un filo di matita e qualche passata di rimmel. Stella è pronta! Alla tv inizia la canzoncina di "Doraemon", è ora di uscire. Borsa, giacca e sciarpa... Chiudo la porta. Dalla mia capiente borsa tiro fuori il lettore mp3... "Mimosa" di Niccolò Fabi mi fa compagnia... Adoro quella canzone!!!
Corro corro corro... scendo quattro piani veloce come il vento. Vado incontro ad una nuova giornata, sperando che le 19:00 oggi arrivino subito!

Cammino con la mente...
Cammino senza sosta, percorro chilometri di strade buie ed impervie, scalo montagne, supero a nuoto fiumi e laghi, mi arrampico su alberi altissimi, tocco il cielo...
Il mio pensiero corre veloce, si rifiuta di restare chiuso in una triste quotidianità , dove ci sono persone che hanno come unico scopo nella vita la realizzazione lavorativa ed il portafoglio pieno. Persone senza sentimenti, senza cuore. Persone fredde che per fare una carezza dovrebbero prima cercare sul dizionario il significato della stessa.
Io voglio volare, non voglio restare ferma... non voglio invecchiare. Voglio continuare a vedere ancor il mio ventre tondo, le mie mani morbide, la mia pelle tirata, i miei seni turgidi. Voglio continuare a sperare che ci sia qualcosa di bellissimo per me. Qualcosa che mi sta aspettando a braccia aperte... Qualcuno che non veda l'attesa come perdita di tempo, ma bensì come tempo costruttivo da sfruttare totalmente… qualcuno che si emozioni davanti ad un sorriso… qualcuno che mi prenda la mano senza vergognarsi…
Cammino con la mente. Per ora è quello che mi riesce piu’ facile. Sogno, spero, mi emoziono, danzo lenta su dolci note, piango davanti ad un film, VIVO.

.....SENSAZIONI.....
Io, lui, l'altra
Strana sensazione stamattina (e non solo...). Bloccata a guardare delle foto e a domandarmi perchè il mio telefono non vede piu' il suo nome dal 21 del mese scorso, giorno in cui ha messo piede in casa mia per la prima ed ultima volta...
Il gioco di messaggi, di telefonate, di mail, di sguardi... Quell'incontro: tutto di nascosto, tutto sottovoce, tutto senza domandarsi nulla e chiedere nulla all'altro, tutto ciò che non poteva esser fatto ma che poi è stato fatto.
La porta socchiusa, uno sguardo appena e già le nostre labbra si sfioravano. Poche parole, tanta voglia di scoprirsi, di conoscersi nell'intimità, di studiarsi. Piacevoli sensazioni e forte desiderio di possedersi a vicenda. Il tempo scorre in fretta (purtroppo)... è ora di andare via. Una fugace doccia per cancellare il profumo di noi sul suo corpo e... volare di nuovo da lei.
Davanti a me resta a tenermi compagnia solo il leggero fumo di una sigaretta spenta male...

...mi sento vuota...
Cosa ho concluso fino ad ora? Sono vuota. Mi sento svuotata... prima di emozioni, priva di ogni altro sentimento che mi faccia stare bene. Sola. Anche questa volta posso contare solo su di me.
...due lunghi mesi...
Assente per due lunghissimi mesi... Poca voglia di scrivere, molta di socializzare.
Tante cose sono cambiate. Sono cambiata anche io.
Mutamenti... un'altra pelle, un altro cervello.
Ho l'impressione di essere superficiale e menefreghista a volte, ma ora mi va bene cosi'. Storie senza futuro si sono susseguite e si susseguono inevitabilmente. Non sto piu' male, non ci faccio caso. Ho voglia di vivere, di divertirmi, di disegnare a piccoli tratti il mio futuro. Di non soffermarmi troppo a pensare alle conseguenze delle mie azioni. Non mi domando piu' nulla, o quasi...
Avevo voglia di baciarlo, di toccarlo, di farlo mio. L'ho fatto. Non mi resta altro che quella sensazione addosso, ed era quello che volevo. Non voglio lui nella mia vita, non l'ho mai voluto.
Una birra, un Martini rosso con una fetta d'arancia (l'adoro!), un Mojito e un cocktail alcoolico... Un bacio, un momento di calda passione, un'emozione, solo sesso. Non mi interessa, vado avanti...
Non è importante lui, nè nessun altro. Non è importante il tipo della settimana scorsa che mi ha portato a bere lontano dal caotico centro di Firenze. Non è importante l'uomo che mi ha baciato e tenuto contro il muro una fresca sera di settembre. Non è importante la birra bevuta facendo quattro chiacchiere con uno sconosciuto. Non è importante lo scontrino con su appuntato a matita il numero del mediterraneo tassista. Non è piu' importante N., che dopo sette mesi di caldi incontri e belle sensazioni, mi è venuto a prendere in stazione con unaa fediana all'anulare sinistro (1 anno e 1 mese di fidanzamento con una di cui non sapevo neanche l'esistenza!).
...non è piu' importante nulla...
Voglio solamente vivere di emozioni, di sensazioni, di esperienze.
Voglio essere felice!
Il piu' grande film di questa stagione cinematografica:

*** LA COLLEZIONISTA DI STORIE SENZA FUTURO ***
protagonista unica ed indiscussa:
Stella
Non fatevelo scappare!
... Prossimamente nei migliori cinema ...
- Arte Naif -
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--- ANTONIO LIGABUE ---
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Grazie al consiglio di un amico, ho trovato questo pittore... l'ho letto e studiato per bene e ho deciso di fare un post a lui dedicato.
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Grande artista, troppe volte considerato semplicemente un pittore naif e riconosciuto solo in seguito come esponente dell’ espressionismo.
Il suo messaggio artistico veicola la propria dolorosa esperienza di vita, facendosi portavoce delle sofferenze e delle paure dell’essere umano. La concezione della vita come lotta perenne, combattimento senza sosta, feroce battaglia governata da leggi di natura immanenti e sofferenza intervallata da brevi attimi di serenità, ci svela la componente autobiografica alla base di questo messaggio profondamente partecipato dall’autore.
Sono la paura di non essere accettato dalla società, il dolore che ne consegue e una tremenda solitudine a spingerlo verso l’arte.
Nelle sue opere vengono continuamente ritratte le vittime con i loro carnefici: il gatto con in bocca il topo, il leopardo all’inseguemento delle gazzelle, l’aquila che si scaglia contro il colombo...In queste opere si avverte la paura di vivere, l’immensa solitudine scaturita da quell’isolamento nato per la paura di essere diverso, diseredato e al contempo preda.
Ligabue si sente una vittima e ritrae alla perfezione quella tremenda legge naturale del più forte che lo fa sentire perso, in bilico e costantemente in pericolo.
La natura delle opere di Ligabue è una natura primitiva, arcaica, lontana dalla civilizzazione eppure governata da leggi ferree e immutabili che lui paragona apertamente a quelle della società umana.
Un pessimismo cosmico quello di Ligabue, oppure lo sguardo disincantato di un osservatore ‘esterno’ verso quella società che da sempre lo aveva escluso.
Una vita di affetti negati, di rifiuti, di continui abbandoni, di amarezza e un disperato bisogno di scrivere l’angoscia di vivere e la paura degli altri che lo attanagliva.
Questo è Antonio Ligabue.
Questo il suo tentativo di narrare la sua esperienza di vita così amara attarverso i dipinti, i disegni e le sculture. Un’approccio all’arte completamente autobiografico, ai limiti dell’autoreferenzialità, con un messaggio forte e affilato come una lama: il lento scorrere della vita è una perpetua tortura, l’essere umano un concentrato di negatività e madre natura una perfida procreatrice senza pietà per i suoi figli.
*** --- *** --- *** "Action Painting" *** --- *** --- ***
"Action Painting" è la denominazione a posteriori del movimento americano dell'Abstract Expressionism, sviluppatosi a New York tra gli anni '40 e gli anni '60. Questo consisteva in una corrente pittorica dalla fortissima espressività, che individuava nell'esercizio della pittura non il metodo di una rappresentazione ma un'azione colta nel suo divenire: da qui appunto nasce la successiva definizione di "Action Painting".
I suoi esponenti principali furono Hoffmann, Gorky e Pollock.Quest'ultimo in particolare rivoluzionò la tecnica della pittura su tela con la tecnica del dripping (= gocciolamento), mettendo sul pavimento e non più in verticale su una parete tutti gli strumenti su cui e con cui lavorare. L'artista entra quindi nella tela e guida il gocciolamento con il proprio gesto, guidato dall'emozione.
In realtà questo tipo di linguaggio non figurativo presenta al suo interno una contraddizione: la tendenza al far riemergere elementi figuirativi per coinvolgere maggiormente l'osservatore. Questa sembra emergere nel quadro "Occhi nel calore" (immagine num.3) dello stesso Pollock, dove emergono qua e là figure di occhi umani, come se la razionalità umana rivendicasse i suoi diritti dopo aver scelto essa stessa la gestualità come proposta estetica fondante.



J. POLLOCK
...assolutamente scontato...
Anche lui è come gli altri.
Anche in questo caso, la frase migliore da dire e da interiorizzare è:
"Morto un papa se ne fa un altro"
P.S. Forse era anche meglio N. almeno non mi faceva credere 3000 cose per portarmi a letto o comunque per avere qualcosa in cambio. Quasi quasi...

Gustav Klimt
Si susseguono...
Una fila interminabile di persone sbagliate, comportamenti errati, aspettative disilluse, sogni svaniti.
...STUPIDA...
Strana sensazione condividere gioie e dolori con una persona che non si è mai guardata negli occhi.
Un feeling particolare, difficile da spiegare.
Un forte nodo alla gola che impedisce di emettere alcun tipo di suono. La voglia di accarezzare il suo viso fino a farlo addormentare. Poter essere lì per ascoltarlo e tranquillizzarlo. Sorridergli e scherzare insieme. Viverlo.
Un post per lui, per ringraziarlo di avermi permesso di condividere cose forti ed intime, dolci e dolorose, vere e toccanti.
Grazie M.

( I colori forti, vivi e luminosi hanno un significato...non tutti riescono a vederli )
L'informale segnico
di Giuseppe Capogrossi
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GIUSEPPE CAPOGROSSI
"Nel 1949 con un processo lucido, rapido e risolutivo, é passato dalla pittura figurativa alla pittura di segno. La svolta é stata radicale, ma logica: anche la pittura figurativa e nettamente tonale, che Capogrossi ha fatto fino alla sua "conversione", aveva come problema centrale la rela-zione di qualità e quantità: lo stesso, poi, su cui graviterà tutta la sua opera non figurativa.
Per Capogrossi la ripetizione identica é impossibile; la ripetizione del medesimo segno non dà luogo soltanto a variazioni d'intervalli e di durate, ma a mutamenti qualitativi o strutturali del segno. II fatto, poi, che il segno sembri essere sempre lo stesso, e variare solo nella grandezza, non deve trarre in inganno: é una "costante iconica" che per-mette di valutare la "variazione strutturale".
E vero che ciò che determina la variazione é appunto il ritmo delle combinazioni o successioni segniche, e che queste possono valutarsi in termini di qualità, come intervalli, frequenze, durate; ma ciò che si dimostra é che la quantità,come ripetizione, muta la qualità, come unità. Tradotto in termini di strutturalismo linguistico, certamente il più appropriato per parlare della pittura di Capogrossi, ciò significa che il flusso della lingua o, più propriamente, del discorso, muta e di volta in volta determina il significato della parola, sicché ogni parola (alias, ogni segno) vale e significa non già in sé, ma in quanto viene parlato (in pittura, visto) e quindi, vissuto. La trama che la pittura di Capogrossi visualizza, esprimendola nei termini rigorosi di una relazione spazio-temporale, non é dunque altro che la trama dell'esistenza: non nei suoi contenuti affettivi o emotivi, sempre ipotetici, ma nella concretezza e nella vitalità del suo tessuto."
Pian piano scopro me stessa...
Rifletto a voce alta e le parole che riesco a dire oggi sono solo queste: "Stella, riesci a creare sempre incomprensioni e problemi. Riesci sempre a rovinare tutto!".
Gli sbagli sono sempre gli stessi, i comportamenti sempre uguali! Proprio per questo nella mia vita cambia poco o niente.
Avrei voluto scrivere molte cose in questi giorni ma... ho avuto davvero troppe cose per la testa e troppi problemi da risolvere! Spero di riuscire ad aggiornarvi presto e scrivere ancora un pò di me.
P.S. Grazie a tutti per i tantissimi commenti del post precedente. 
Ecco un quesito interessante da porre a tutti i blogger che casualmente si trovano a passare e dare una sbirciatina al mio blog:
- Cosa è per voi la parola "amico"?
- Ditemi inoltre se secondo voi puo' essere usato questo termine per definire il seguente rapporto: Ci si sente di frequente... ci si vede abbastanza spesso e si va a letto insieme.
Aspetto molti commenti... 
Anzi, vi dico che se sarò soddisfatta dalle vostre parole (sono certa che lo sarò), farò un ulteriore post su questo tema, elencando per bene tutte le vostre risposte ed i vostri consigli.
(P.S. Visto i numerosi commenti di persone che pensano che sia io a definire cosi' questo rapporto, ho deciso di inserire un P.S. per specificare una volta per tutte la situazione: E' LUI QUELLO CHE DICE CHE SIAMO AMICI, NON IO..!)
...dopo quadri e consigli cinematografici...
Un genio del jazz e non solo...
Ve lo consiglio vivamente (sia il romanzo che i suoi cd)..!
- - - LA SINDROME DI BRONTOLO - - -
di Stefano Bollani
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Editore: Baldini Castoldi Dalai
Data di Pubblicazione: 2006
Una giornata nella vita di uomini e donne semplici, sognanti e stralunati è lo spunto per l'esordio narrativo di Stefano Bollani, un romanzo che lo pone fuori dal coro e regala il suo sguardo scanzonato sulle cose del mondo, la sensazione che tutto possa succedere senza che nulla davvero accada. Un venditore di palloncini che fanno volare via chi li possiede, una donna con il solo difetto di essere donna e bella, un tassista logorroico ma imprevedibile, un uomo dalle mille identità: questi personaggi costruiti con grazia sono inconsapevoli protagonisti di un disegno solo in apparenza casuale, che li farà incontrare e scontrare secondo la volontà dell'autore e che apriranno altre porte su altri mondi.
Stefano Bollani in questo breve lavoro inventa situazioni surreali, usa uno stile ammiccante che non disdegna l’uso dell’aggettivo e del neologismo. Ricercatore per indole professionale trasferisce anche sulla carta la voglia di giocare con il mezzo artistico.
Di certo non è il mio pittore preferito e non vado matta per i suoi quadri, ma ho deciso di postarli lo stesso. Aspetto i vostri commenti...
E voi... cosa ne pensate di questi volti stilizzati e di questi colli affusolati...? 

AMEDEO MODIGLIANI
Per maggiori info: http://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Modigliani#Le_donne_di_Mod.C3.AC
La dura ed estenuante ricerca di oggi mi ha portato a scoprire questa giovane e brava artista bresciana... Che ve ne pare?
- - - - - MARTA DELL'ANGELO - - - - -
...modella di se stessa...
"Marta Dell'Angelo è nata a Pavia il 26 agosto del 1970. Vive e lavora nella provincia di Brescia da 12 anni. Tutti lavori di Marta Dell'Angelo possono essere accomunati sotto il titolo "Autoritratto". Infatti, escluse poche eccezioni, le opere di questa giovane artista ritraggono solo ed esclusivamente la propria immagine. Modella di pittori, fotografi e studenti si è imposta di esplorare e rappresentare il proprio corpo da tutti i punti di vista possibili, attraverso un'ossessiva produzione di schizzi e quadri a olio. Così, per esempio, gli arditi scorci dei suoi primi lavori derivavano dal fatto che lei stessa si disegnava dal vero senza l'ausilio di specchi: ne risultavano anatomie viste in prospettiva, senza la testa, punto di osservazione della stessa artista. Successivamente, grazie anche alla sperimentazione di diverse tecniche, Dell'Angelo ha utilizzato la propria immagine riflessa e talvolta fotografata, arricchendo così di nuovi tagli e di nuove composizioni l'immaginario rappresentativo del suo autoritratto. I corpi vengono collocati in scenari freddi e asettici, che amplificano l'atmosfera quasi surreale degli incarnati e degli sguardi vuoti, quasi impersonali."

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Per info cliccare su artisti bresciani e trovare il nome: http://www.quibrescia.it/artistabrescianini.htm
- - - ANTONIO DONGHI - - -
Solo due veloci righe per presentarvi questo artista, a mio parere, molto interessante...
Ma come al solito aspetto i vostri commenti... Sono sempre molto curiosa di sapere cosa ne pensate.
Antonio Donghi è un ottimo esponente di quel "realismo magico" che alla fine degli anni '20 si ricollega direttamente alla tradizione figurativa della classicità rinascimentale italiana approdando ad una rappresentazione meticolosamente realistica del mondo quotidiano fissato attraverso un linguaggio raffinato, immerso in un'atmosfera sospesa tra attonita immobilità ed incanto rarefatto.
Nudo - 1923
Dimensioni: cm. 1o2x99
Tecnica: olio su tela
Collezione: Collezione privata

Circo equestre - 1927
Dimensioni: cm. 150x100
Tecnica: olio su tela
Collezione: Collezione privata

Il giocoliere - 1926
Dimensioni: cm. 103x107
Tecnica: olio su tela
Collezione: Roma, collezione privata
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Nasce a Roma il 16 marzo 1897. Dopo la separazione dei genitori trascorre un periodo in collegio, poi si iscrive al Regio Istituto di Belle Arti di Roma, frequentando i corsi comuni e i corsi superiori di decorazione fino alla licenza conseguita nel 1916. Nello stesso anno, iniziato il servizio militare, è inviato in Francia, al seguito della 15 compagnia ferrovieri. Al termine della guerra, si dedica allo studio della pittura nei musei di Firenze e Venezia, interessandosi soprattutto al XVII e XVIII secolo . L'esordio si colloca nel 1922,quando presenta un'opera alla XV Esposizione della Società amatori ecultori di belle arti di Roma. Il quadro, dal titolo Via del Lavatore, raffigura la strada a due passi di Fontana di Trevi dove si trova la sua abitazione.
- - - DIANA CARNEVALE - - -
Oggi volevo fare un omaggio ad una pittrice che stimo molto e a cui voglio molto bene... mia zia.
(mi dispiace solo di non essere riuscita a trovare immagini migliori e magari un pò piu' nitide)
Questo post è per lei.

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E' presente sui seguenti cataloghi a cui rimanda per le valutazioni specifiche:
- Annuario Comed n°20 e n°24;
- Il quadrato del 1995;
- Catalogo internazionale di arte moderna;
- I Gonfaloni del Corpus Domini del 1997 e del 2000;
- Arte moderna di G.Mondadori, n°33;
- Terra nostra 1993 e 1994;
Due dipinti sacri che raffigurano, l'uno "Il martirio di S.Giuliano" e la'ltro "Gesù delle Beatitudini" di "Zaffirelli" sono esposti rispettivamente nelle chiese di S.Giuliano e Santa Restituta in Sora.
_ _ _ _ _ _ CONSIGLIO CINEMATOGRAFICO _ _ _ _ _ _
LAUTREC
Anche se non proprio recente (1998), volevo consigliarvi vivamente questo film. A me ha colpito in particolar modo, forse perchè è la storia della breve e sfortunata esistenza di Henri de Toulouse-Lautrec, (mio pittore preferito), grandissimo artista nato con una malformazione e morto a soli 37 anni.